Lo sciacallo dorato (Canis aureus) in Italia: sintesi delle conoscenze aggiornata al 2021

di Luca Lapini

Museo Friulano di Storia Naturale, UD

 

Premessa

Ad ampia distribuzione euro-asiatica, lo sciacallo dorato (Canis aureus) è diffuso in Europa, Asia Minore, Medio Oriente (Egitto escluso), India e Asia sud-orientale almeno fino a Cambogia e Laos. Politipico, è stato suddiviso in numerose sottospecie, alcune delle quali sono state da poco elevate a rango specifico. Studi biomolecolari, filogeografici e la distribuzione dei suoi resti sub-fossili indicano chiaramente che lo sciacallo dorato è un invasore post-glaciale dell’Europa, arrivato dal Caucaso circa 8.000 anni fa (Spassov & Acosta Pankov 2019). Attualmente esso vive una fase di grande espansione in tutta Europa, originariamente partita da tre nuclei popolazionali: (I) la parte orientale del Caucaso, (II) la parte orientale della Transcaucasia e (III) le coste dalmate dei Balcani (Spassov & Acosta Pankov 2019). Questa impressionante espansione è sicuramente dovuta ad influenze antropiche (Trowborst et al. 2015), soprattutto dovuta alla decimazione del lupo in tutta Europa, culminata attorno agli anni ‘50 del XX secolo (Krystufek et al. 1997; Krofel et al., 2017). Il lupo, infatti, è il principale antagonista dello sciacallo dorato in natura.

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Il Darwin Day 2021 a Bologna

di Ettore RANDI

Già Fondatore e Direttore Laboratorio Genetica-ISPRA
Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali, Università Bologna
Università Aalborg, Danimarca

Tutti gli eventi, aperti a tutti e gratuiti, saranno trasmessi in streaming dal 12 al 26 febbraio 2021.
Il programma completo e le informazioni per ricevere i link di accesso alle conferenze si trovano su: https://www.naturaitalica.it/ ; https://sma.unibo.it/it/agenda/darwin-day-2021-darwin-e-la-biodiversita ; https://fondazionegolinelli.it/ .
Per informazioni e prenotazioni scrivere a: contatti@naturaitalica.it

 

L’anno scorso si è concluso il primo decennio dichiarato dall’ONU sulla biodiversità (https://www.cbd.int/2011-2020/). Erano previsti convegni ed altre iniziative, scientifiche e divulgative, per fare il punto sullo stato della biodiversità mondiale e l’applicazione della Convenzione sulla Biodiversità (CBD). Purtroppo la pandemia da coronavirus – fra i tanti disastri che ha combinato – ha anche distolto l’attenzione dai temi della biodiversità. Tutte le iniziative legate al decennio 2011-2020 sono state posticipate e dovrebbero tenersi nel corso quest’anno. Il principale obiettivo è di dichiarare un successivo decennio 2021-2030 e identificare target molto ambiziosi da raggiungere entro il 2030 per tutelare la natura ed il funzionamento degli ecosistemi.

In questa prospettiva, abbiamo deciso di promuovere una serie di eventi per il Darwin Day 2021 sul tema Darwin e la Biodiversità.

Charles Darwin è noto soprattutto per la teoria dell’origine delle specie tramite selezione naturale, ma il darwinismo e l’evoluzionismo biologico sono alla base della conoscenza e conservazione della biodiversità. Tutti gli studi pubblicato da Darwin contengono esempi, casi di studio e descrizioni, talvolta semplici, ma anche molto suggestive, delle complesse relazioni funzionali che legano gli organismi viventi (la cui variabilità chiamiamo biodiversità) in quelle complesse reti funzionali che chiamiamo ecosistemi. L’evoluzione è divergente: le popolazioni e le specie evolvono diversificandosi. Così l’evoluzione utilizza e contemporaneamente origina la biodiversità. Ma nessuna popolazione e nessuna specie evolve da sola. Complesse interconnessioni di predazione, competizione, ma anche di simbiosi, mutualismo e cooperazione legano le popolazioni in reti di interazioni con altre innumerevoli specie (microorganismi, vegetali, animali), senza le quali nessuno potrebbe sopravvivere e continuare ad evolvere. Perciò la Biologia della conservazione ha come obbiettivo fondamentale la conservazione di popolazioni, specie ed ecosistemi funzionali, per far sì che l’evoluzione biologica possa continuare anche nel futuro. Ed anche questo è darwinismo!

La biodiversità non è mai stata così a rischio come in questi anni. Lo sviluppo economico e demografico degli ultimi decenni è avvenuto a spese del patrimonio naturale. Tutti gli istituti e le organizzazioni internazionali incaricate del monitoraggio dello stato della natura sono concordi nel sostenere che il 68% delle popolazioni di vertebrati terrestri e di acqua dolce sono significativamente declinate degli ultimi 50 anni e che ora un milione di specie vegetali ed animali sono ad immediato rischio di estinzione. Praticamente tutti i grandi ecosistemi terrestri sono colpiti da varie forme di disturbo antropogenico: solo il 23% della superfice terrestre può essere considerato come “wilderness”. Il declino della biodiversità ha conseguenze anche sulle prospettive future di sviluppo economico e sul benessere delle popolazioni umane, pur sempre con grandi differenze a scapito degli strati più poveri, svantaggiati ed emarginati. L’allarme venne lanciato già 50-60 anni fa. Tutte le previsioni, spesso definite “catastrofiche”, si sono puntualmente verificate, a cominciare dai cambiamenti climatici. Ora anche i governi ed i grandi capitalisti-imprenditori mondiali se ne sono accorti: le catastrofi ambientali e lo sfruttamento dei servizi ecosistemici sono diventati anche economicamente insostenibili. Lo sfruttamento delle risorse naturali costa più di quanto non rende. E’ quindi necessario integrare le consuete azioni dirette di conservazione delle specie e degli ecosistemi con azioni, altrettanto urgenti ed efficaci, finalizzate a fermare i cambiamenti climatici, la distruzione degli habitat, il sovrasfruttamento delle risorse naturali marine e terrestri, l’inquinamento e l’agricoltura non-sostenibile.

Le conferenze Darwin Day 2021 a Bologna ci forniranno aggiornamenti sullo stato della biodiversità mondiale e indicazioni per superare rapidamente i rapporti predatori nei confronti della natura a vantaggio di sistemi produttivi e sistemi di valori ispirati ai principi della sostenibilità e dell’ecocentrismo.